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I PILOTI DEL PORTO

servizio per Il Secolo XIX (marzo 2015)

John Gatti è il nuovo capopilota del porto di Genova, una corporazione iniziata nel Settecento che ha vissuto pochi anni fa una delle notti più dure: il crollo della Torre Piloti dopo lo scontro con la portacontainer Jolly Nero.

La sera del 7 maggio 2013, la sera della tragedia, doveva essere all’interno della palazzina crollata; lo ha salvato una chiamata per un servizio imprevisto sulla portacontainer Emona. I piloti salgono sulle navi che entrano nel porto, ne prendono il comando e compiono a memoria le manovre per un attracco sicuro alle sgorbutiche banchine.

Questi piloti del porto vengono da esperienze di comando di navi di grandi dimensioni, sono manovratori con una specifica formazione con alle spalle quasi un migliaio di manovre all’anno.

«Siamo una corporazione necessaria ancora oggi perché, per ogni operazione che si compie in porto, i minuti valgono milioni: in un regime di concorrenza e deregulation, le pressioni per accorciare i tempi sarebbero insostenibili e la sicurezza portuale sarebbe compromessa. Se nel corso della manovra si toccassero le gru vicinissime alla banchina sarebbe un disastro, non è come un’auto che sfiora un guardrail e si graffia: qui si parla di vite in pericolo, milioni di euro di danni e l’operatività bloccata».

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